TECARTERAPIA

Tecarterapia

Trasferimento Energetico Capacitivo Resistivo

La Tecarterapia è una tecnica che stimola energia dall'interno dei tessuti biologici, attivando i naturali processi riparativi e antiinfiammatori. La sua ragione d'essere sta nella constatazione che ogni patologia osteo-articolare e dei tessuti molli rallenta e modifica i processi biologici che stanno alla base della riparazione del danno subito.

L'idea di trasferire energia ai tessuti infortunati è comune a molte terapie (radar e Marconi terapia usano l'effetto antenna, la magnetoterapia l'effetto Faraday-Neumann ecc.), ma tutte somministrano energia proveniente dall'esterno. La tecarterapia richiama invece le cariche elettriche da tutto il corpo, sfruttando il modello del condensatore, cioè due conduttori affacciati e separati da un isolante.

Nella modalità capacitiva queste cariche si raccolgono in superficie, quindi è ottima per risolvere problemi muscolari. Nella modalità resistiva le cariche attraversano tutto lo strato interessato, quindi è più indicata per articolazioni, ossa, tendini, ecc. Di solito nella seduta vengono combinate le due modalità in maniera diversa a seconda dei casi.

Gli effetti della Tecarterapia sono un aumento dell'attività metabolica con aumento della produzione di ATP (e quindi una velocizzazione della riparazione), un aumento della circolazione ematica e del drenaggio linfatico a causa della vasodilatazione da calore (e quindi una migliore ossigenazione dei tessuti e il riassorbimento degli edemi).

Il vantaggio della Tecarterapia rispetto ad altre terapie energetiche è che, poiché l'energia proviene dall'interno, è possibile interessare anche strati profondi, non trattabili con trasferimenti esterni di energia per i danni alla cute causati dalle energie emesse.

Il trattamento indolore, privo di rischi ed effetti collaterali, consente una rapida riduzione del dolore della infiammazione e il recupero della funzionalità in poche sedute.

La durata della terapia è di circa 30 minuti.

Se sei scettico, devi provare per credere